La conferenza:
Una serata introdutti nella quale saranno affrontate le diverse problematiche vissute dalle persone transgender, e si articolerà abbracciando più metodiche che saranno sviluppate nel corso di cinque incontri a tema da gennaio 2010.
Le difficoltà delle persone transgender nell'inserimento sociale nasconde un passato di paura e di esclusione sociale che tocca profondamente il problema della casa, del lavoro, dello studio, e la questione dei documenti.
Saranno inoltre trattate le questioni giuridiche e i problemi che le persone transgender incontrano in carcere.
La serata si concluderà con un breve dibattito con il pubblico intervenuto.
Per informazioni:
info@libreriagabi.com - Siti Web: www.libellula2001.it
Intervengono:
Leila Daianis,
Presidente ass. Libellula: "La forza del teatro nel processo di consapevolezza"
Francesca Elvira Rufino, vice Pres. ass. Libellula, e Marcia Lete, segretaria dell’ass. Libellula:
"Progetto TESPIS: Teatro esperenziale per l'integrazione sociale rivolto alle detenute
transgender nel carcere di Rebibbia"
Sarah Bakacs,
responsabile del servizio Psicologico ass. Libellula:
"Transessualismo tra stereotipo e identità personale"
Francesca Naldoni,
responsabile della comunicazione ass.Libellula:
"la comunicazione non verbale"
Tito Flagella,
responsabile del servizio legale ass. Libellula:
"Aspetti giuridici del transessualismo in Italia"
nota*
Il Teatro dell'oppresso è una filosofia teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal già direttore del teatro Arena di San Paolo. Le accomuna l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.
Ispirato alle idee di ed al suo conosciuto trattato, La Pedagogia degli Oppressi, Il Teatro dell'Oppresso nasce in a partire dagli anni '60 , in un clima di lotte operaie e contadine. In origine questo metodo era un mezzo per rendere coscienti le persone rispetto ai conflitti sociali. Nel suo passaggio in Europa il teatro dell'oppresso è stato utilizzato per lavorare sui conflitti personali.
Il hanno qui il fine di rappresentare le oppressioni quotidiane con l'intento di trovare strategie per la trasformazione dei conflitti.
Oggigiorno si applica in tutto il mondo dove l'oppressione continua ad esistere sia in forme sottili che conclamate, principalmente come squilibrio di potere o esclusione sociale. Uno dei motivi della popolarità del TdO è l'idea di attivare lo ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.
(tratto da wikipedia ©: = leggi ==>)
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Leila Daianis in scena

Leila Daianis,
Presid. dell'Ass. Libellula
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