Il Nido della Fenice & la Libreria Gabi International
                      Venerdì 11 dicembre alle ore 18,00

    Sono liete di ospitare la presentazione video e del saggio
                  L'altra altra metà del cielo
                         di Maria Laura Annibali
                          Edizioni Libreria Croce


      
                                       •   Il Film e il Saggio
                                                          •    L'autrice
                                                                  Intervengono
                                                                          Le recensioni




«Selezionato al XX° Festival International du Film Lesbien & Feministe de Paris,
al XXIV° Festival Gay di Torino e al XXIII° Festival Gay di Milano
»




IL FILM E IL SAGGIO

Per il Film/documento di Maria Laura Annibali (per la regia di Salima Balzerani) non si contano neppure più le proiezioni e le presentazioni: tra le altre amiamo ricordare quella al Gay Pride di Genova 2009, quella alla Casa Internazionale del Cinema di Roma, alla Casa Internazionale della Donna, al GLBT Torino Film Festival, a Siena nell'ambito della rassegna Oltre la differenza e ultime, ma solo in termini di tempo, a Firenze nell'ambito del Florence QU3ER Festival 2009 e a Roma alla Facoltà di Lettere della Terza Università...

E la ragione del successo di un documentario di poco più di 49 minuti è nel suo aver colmato un vuoto di conoscenza, un ammanco che penalizzava un aspetto particolare del nostro sociale...
La storia del lesbismo, di quell'altra, altra parte del cielo, per l'appunto.

Nel breve saggio allegato le opinioni e le testimonianze di tre donne impegnate per i diritti delle donne.

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L'AUTRICE:

Maria Laura Annibali nasce a Roma il 21 settembre 1944, da famiglia borghese. Studia prima ragioneria, per poi laurearsi in Scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma. Entra nel mondo del lavoro negli Settanta con un incarico al Ministero delle Finanze; l’evolversi della sua carriera la porta a diventare funzionario direttivo, ruolo che ricoprirà sino alla pensione. Questa attività non le ha impedito di occuparsi del mondo artistico, in particolare di archeologia – partecipando a scavi e ritrovamenti pre-romanici che hanno confluito in seguito in una mostra – e nel cinema.  Per seguire questi suoi interessi, accanto a un approfondito studio, Laura ha compiuto numerosi viaggi – che lei definisce “viaggi-avventura”-, dall’Amazzonia alla Bolivia, dal Perù all’Indonesia e alle Filippine, dall’India al Nepal, dalla Cina alla Giordania, dal Libano al Senegal, da New York al Mar dei Caraibi, dalla Turchia a gran parte dei Paesi europei, etc… Questi viaggi, compiuti più per passione e desiderio di conoscere, che non per diporto, spesso si sono svolti con mezzi di fortuna e spese irrisorie.

Maria Laura Annibali, Garante della Consulta Femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio, direttivo DI'.GAY.PROJECT, autrice e protagonista del documentario “ L'ALTRA ALTRAMETA' DEL CIELO”. Il documentario selezionato al Festival International du Cinèma Lèsbien et Fèministe di Parigi 2008 e al 24° Festival gay di Torino, al Festival gay di Milano, al Festival lesbico di Berna, al Festival di Copenhagen inserito nell'ambito delle manifestazioni del pride Nazionale di Genova, è stato proiettato per la prima nazionale alla Casa Internazionale del Cinema di Roma, in data 27/11/2008; tre volte alla Casa Internazionale della Donna, in data 14/2/2009,08/02/2009, e in data 17/03/2009;nonchè, nel Comune di Ciampino, nell'ambito delle “Celebrazioni della giornata della donna”in data, 13/03/2009, riscuotendo ovunque successo di critica e di pubblico.

Tavole rotonde con relativi dibattiti, sono seguite alle proiezioni del filmato, con la partecipazione di Imma Battaglia, Presidente del DI'.GAY.PROJECT; Edda Billi, Presidente OnorarioA.F.F.I. (Casa Internazionale della Donna); Paola Concia, deputata P.D.; Carla di Veroli, Ass.Pari Opportunità Municipio Roma,XI; Donatina Persichetti, Presidente Consulta Femminile Regione Lazio P.O;M.Gigliola Toniollo, settore nuovi diritti CGIL, Maria Palazzesi, responsabile area culturale della Casa Internazionale delle Donne; Valeria Viganò, scrittrice; Maria Cristina Storini, Università La Sapienza di Roma; la dott.ssa Antonella Montano, psicoterapista. In questo documentario è riportata la voce di donne omosessuali distinte per storia, provenienza, collocazione politica, che si sono dichiarate tali e hanno deciso di vivere apertamente la loro diversità.

L'autrice ( poeticamente definita “ dea madre,” dalla giornalista Adele Cambria, in una bella recensione apparsa sulle pagine de L’Unità) nel filmato intervista se stessa e altre donne omosessuali, anche perché non vada persa l'esperienza personale fatta durante gli anni di volontariato all'interno di Associazioni LGBT, rivolgendo sempre uno sguardo al passato per cogliere il presente e andare oltre, tra conquiste di nuove libertà e del crearsi di nuove contraddizioni. Con la sapiente regia di Salima Balzerani, l'autrice, si sofferma su immagini prive di autocompiacimento, mai barocche o forzatamente trasgressive, ed il filmato si concretizza come una proiezione culturale, artistica e informativa, che offre una sintesi tra esperienze personali, ed il cammino identitario della comunità lesbica. Si comprende, come il tema del diverso orientamento sessuale, sia di grande attualità, anche all'interno del “ dialogo interculturale” e nel contesto dei contenuti multimediali che vogliono contrastare ogni forma di discriminazione e quindi di violenza, promuovendo il rispetto delle diversità e del pluralismo. Il messaggio di trasversalità implicitamente rivolto alla classe politica Italiana è finalizzato alla risoluzione delle problematiche causate dal mancato riconoscimento dei diritti della persona, di tutti gli atti di violenza dovuti ad omofobia, razzismo, sessismo,transfobia, auspicando concrete iniziative  parlamentari.

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    INTERVENGONO:
    
    Le coautrici del saggio: Antonella Montano, Monica Cristina Storini e Susanna Lollini

   Chi è Antonella Montano:
    antropologa e psicoterapeuta, è docente e supervisore AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento), membro dell’Academy of Cognitive Therapy e della International Association for Cognitive Psychotherapy.
Ha fondato a Roma e dirige l’Istituto A.T. Beck di ricerca, formazione e terapia comportamentale e cognitiva (www.istitutobeck.it). Ha pubblicato i volumi ...E la notte non rimasero divise. L’omosessualità femminile in Italia (Mursia, 1997), Psicoterapia con clienti omosessuali (McGraw-Hill, 2001), Mindfulness. Guida alla meditazione di consapevolezza. Una terapia per tutti (Ecomind, 2007), e ha curato l’edizione italiana dei libri di J. Beck Terapia cognitiva. Fondamenti e prospettive (Mediserve, 2002), Le sfide della terapia cognitiva. Cosa fare quando le tecniche cognitive di base non funzionano (Edizioni Carlo Amore, 2008), e Dimagrire con il metodo Beck. Impara a pensare da magro (Erickson, 2008). == vai alla presentazione=>>                                                                                            
              

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    RECENSIONI:       • Dopo la visione del documentario L'altra altra metà del cielo    ==>
                                   Specchiarsi negli occhi dell'altra   ==>


Dopo la visione del documentario L’altra altra metà del cielo
Siamo due donne reduci dalla visione del film L’altra, l’altra metà del cielo.
Ci camminano in testa e nel cuore 8mila (che dico 8mila... ma in realtà sono molte molte di più...) emozioni, e idee, sensazioni generate dal questo lavoro di Maria Laura Annibali.
Cosa ci ha suscitato questo film? Per prima cosa una grande voglia di fare, di FARE.
E' buffo che ci venga quest'idea dopo essere state nel rullo compressore del nostro posto di lavoro per tante ore, ma succede dopo aver visto le immagini, ascoltato le parole di questo film. Viene voglia di uscire, prendere e andare, o mettersi alla tastiera del pc e mettersi a scrivere, scrivere, scrivere.
E' la cosa che ci sembra di saper fare meglio, per incidere, per scuotere le coscienze assopite, per far arrivare qualcosa alle anime ripiegate su loro stesse.

Si guarda il film dell’Annibali e dopo pochi fotogrammi ci si perde. Non importa cosa si aveva in programma di fare, se si ha fame o sete...
Si resta lì, calamitate.
E poi la sberla: finisce.
Già, è questo il suo unico difetto: finisce subito, finisce che non hai nemmeno rilassato le membra alla felicità.

Chi c’è in questo film? C’è, ad esempio, la storia che racconta Edda Billi , una storia che da sola meriterebbe il tempo di un intero film, e poi quella dell’avvocatessa ... E poi c’è un accenno alla storia della stessa Annibali, la testimonianza di una vita narrata con particolare pudore, per esempio, nelle parti dedicate a una visione spirituale/religiosa dell’esistenza... A questo proposito, mentre ascoltavamo la donna che crea gli angeli ci è venuto in mente che lei sarebbe un personaggio bellissimo (da tragedia greca) per quel suo vivere il conflitto tra il suo essere lesbica e cristiana. Ripensando alla Billi, la donna religiosa si definisce una cristiana lesbica o una lesbica cristiana? E cos’è la macha taxista... le sue “storie di conquiste” che le scappano da tutte le parti.
Un paio d'ore per ogni personaggio e... non ce ne sarebbe ancora abbastanza, perché poi ci sono le generazioni, quelle più giovani… Nell’affresco aperto di Maria Laura Annibali c’è spazio da riempire anche con altre esperienze.

E poi, se ci fermiamo a considerare un altro aspetto… Siamo entrambe convinte che questo lavoro può essere d’aiuto a chi è solo e disperato, a chi è in cerca di se stessa.
A tutte quelle donne che da sole cercano in se stesse, cercano una risposta al loro desiderio particolare, alla loro cosiddetta “diversità”.
E anche agli insegnanti, agli educatori, ai genitori… Dunque a una parte sostanziale della nostra società, questa società italiana rimasta ancora con una legislazione retrograda e classista, nella quale le influenze della chiesa di Roma cancellano l’evidenza di quanto è importante, umano e necessario fare.

Ancora una riga sola, per scrivere “grazie” a Maria Laura Annibali e a Salima Balzerani
Marinella & Flaminia

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Specchiarsi negli occhi dell'altra
            «L’Altra Altra metà del Cielo» è un documento che va a colmare una lacuna storica e sociale del nostro Paese. L’autrice - una capace ultrasessantenne - si è rimboccata le maniche e senza “se” e senza “ma” ha messo mano a cinepresa e microfono e, partendo dai volti delle “storiche”, ha registrato i momenti salienti dell’evoluzione del movimento lesbico italiano.
            Le intervistate, dalla mitica Edda Billi alle più giovani, raccontano se stesse senza veli, ma anche le tendenze e le correnti che hanno dato vita a cortei, manifestazioni, ma soprattutto a un qualcosa che non è stato un mero partito né una moda sociale, ma carne e sangue, desideri e sogni della maggior parte delle donne omosessuali italiane. Un movimento che non ha mai avuto caratteristiche unitarie, ma d’altra parte cosa c’è di unitario nel nostro Bel Paese? Alcune correnti sono nate, ad esempio, dal movimento femminista, e in seno ad esso si sono sviluppate mettendo l’accento sulla necessità del “separatismo” e sull’”autocoscienza”.
            Ma la storia del movimento lesbico italiano comprende donne che oggi non hanno ancora cinquant’anni, e nel film sono loro a raccontarci l’aria che si respirava anche solo vent’anni fa, quando “dichiararsi omosessuale” non era né scontato né semplice, quando fare outing necessitava di una grossa dose di coraggio.
            Oggi molte lesbiche “giovani” possono scegliere il matrimonio (emigrando!) o la vita da single, un tempo queste donne non avevano la possibilità di scegliere, potevano solo cercare di far sopravvivere il loro amore… nascondendosi. Da questo passato recente si è fatta un po’ di strada, e questo è messo ben in evidenza dal lavoro dell’Annibali, ma altrettanta ne dobbiamo percorrere come società civile, per dare a tutti gli appartenenti al mondo LGBTQ – non solo alle lesbiche – quei diritti che la Costituzione Repubblicana sancisce ma che nessun governo – di destra o di sinistra -  si è sin’ora preso il disturbo di trasformare in Legge dello Stato.
Lavori come «L’altra altra metà del cielo» dovrebbero avere il massimo della diffusione e, non solo in ambienti amici (!), ma – un po’ come succede con le Pubblicità Progresso – questo documentario si dovrebbe trasmettere sui media televisivi e sui giornali, nelle scuole, nelle varie associazioni sindacali e onlus, si dovrebbe anche recensire e discutere. Perché questo lavoro è un importante punto di partenza, dev’essere considerato un input iniziale dal quale iniziare a progredire... Magari per parlare del movimento lesbico italiano, ma non solo, per cominciare a parlare degli umanissimi e basilari desideri delle donne lesbiche italiane, ma non solo…
            Un altro merito di Maria Laura Annibali è stato anche quello di mettere in scena se stessa -  senza pruderie e senza ricorrere a ideologie consunte; è esemplare la discrezione con la quale questa donna racconta la sua vita, ricordando quanto ha dovuto aspettare per poter dichiarare a testa alta il proprio desiderio differente… Un esempio per tutte quelle giovani vite che ancora oggi si sentono costrette a nascondere la propria diversità, magari per difendersi da una società ancora evidentemente omofoba oppure magari per proteggersi dagli strali di qualche monsignore fondamentalista.
            Ci piace immaginare che la nostra cara autrice riprenda presto a girare, a intervistare, a documentare le storie di donne lesbiche italiane, perché noi siamo assolutamente convinte che “ritrovarsi”, “riconoscersi”, “specchiarsi una negli occhi dell’altra”… possa aiutare noi tutte a unirci, a sentirci un’unità di desiderio e volontà, e questo può essere per davvero il primo passo per riuscire a  rivendicare i diritti che in troppi hanno calpestato, e continuerebbero a calpestare. A meno che…

Flaminia P. Mancinelli
(25-11-2009)

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