Io sono Ipazia, colei che fu filosofa ma anche scienziata,
ma che soprattutto fu paladina del libero pensiero,
e per questo non esitò a sacrificare le proprie pupille,
il proprio cuore.
Sulle coste accarezzate dal Mar Mediterraneo
io crebbi, specchiandomi nei riflessi di luce che
ad Alessandria alimentavano la conoscenza,
e in quella brezza marina nutrii il mio desiderio.
Ma come già per la Biblioteca, così per il mio sapere
si accese l'odio, generato dal fondamentalismo e
alimentato dalla violenza di chi crede di sapere,
e nulla sa.
Io che cercavo nelle stelle la possibilità di una guida,
fui schiacciata da chi fomentava la menzogna e
cercava per sé il potere, il dominio sugli altri.
Io che cercai la conoscenza per me e per gli altri
fui condannata all'abominio del silenzio,
come non fossi mai neppure esistita,
come alito di aria trascorso e perduto.
Dal mio ventre violato nulla potei generare,
se non il grido dello strazio,
e tutto di me fu cancellato
tranne la memoria.
Così io sono e sarò per sempre
l'eterna luce del sapere, quel sapere che è di tutti e per tutti,
quel sapere che non è potere ma dovere.
Come l'amore, che è di ognuno lo voglia,
e non porta né violenza né prevaricazione alcuna,
e su alcuno.
Ma è dono di sè all'altro, forma suprema di conoscenza.
E io sono con voi,
nel vostro libero pensiero,
nella vostra memoria,
nella mano che ora muovete a una carezza...
Per sempre, Ipazia
Esiti ti toccheranno
di verità senza saggezza
forse umori o fiumi
da spaccature improvvise
che dicono solo
del divenire interno
alle cose QUESTO
procedere lento
ogni volta cellulare
che lascia invariato
il cielo /sopra/
e noi,
tra tramonti e alghe.
Ci saranno punti in cui il mare
cesserà all’istante
e soli così bassi
alla luce
da rendere rosse
anche le mani.
È così che
alzandoti,
urterai con la testa il mio nome
e mi scorderai all’istante
- lieve acqua acquaderno chiuso -
dove
a quella risata ancora
avvolge i frutti
al suo silenzio
un’ape.
Hai detto di esistere.
Non sai più quanto
Per chi.
Sterminati
gli olivi
sulle montagne greche,
e le colline
lunghe
di nuvole rossastre
e piogge
invisibili funi
dalla terra
rovente
che non acquietano.
Nessuno
ha una legge:
si diventa chiusi
al vento
ai regni
ai desideri
Ci unisce la paura
e l’incanto,
davanti a un cielo
un segno
così labile
da renderci grandi.
All’ingresso
i leoni di pietra sanno
una calma insopportabile
Ci giudicheranno,
noi,
fuori le mura
di qualunque loro città
A ogni obbedienza nati
intramandabili
ereditati
nel sì che avremmo voluto
ritrovarci ancora
VERI
veri sempre,
ma stanno arrivando
lente,
le navi:
troppo prima dell’alba.
(Ci giudicheranno...)
Attraversa
se puoi,
il silenzio del giorno.
I gesti si consumano
più veloci all’oggetto
e questa follia improvvisa
esîli,
ECCO,
a sciogliere ombre
a restituirti
intatta
perché esisti
ECCO
che tremo
nel conoscerti
che ti alzi
imperfetta
e tocchi il cielo
Non c’è altra ragione
a incontrarti
se non le ombre,
ora,
dietro il colle,
e fa paura.
(Sandra Giuliani, inedito 2001)
Cinema: Agorà, il bellissimo film del regista spagnolo Alejandro Amenabar
la cui distribuzione in Italia (ad oggi, 24/10/2009) non è stata
assicurata da alcuna casa.
Saggistica: Le ali e le conchiglie
L’oscuramento di Iside e la genesi di Maria alla luce del martirio
d’Ipazia e all’ombra del Concilio di Efeso
di Selene Ballerini
Ipazia su Internet: •Il punto di partenza, naturalmente, è Wikipedia==vai=>
• Un intervento di Silvia Ronchey ==vai=>
• Uccidete Ipazia, articolo di Piergiorgio Odifreddi sul sito UAAR ==vai=>
• Hypatia, la figlia di Theone di Giovanni Costa ==vai=>
• Antica luce di sapienza femminile: Ipazia di Alessandria di Adriano Petta ==vai=> • Una nota di Pietro Musilli di Uniroma3 ==vai=>
Fonti storiche A differenza di quanto si può immaginare, le testimonianze storiche su Ipazia sono molteplici:
• Sinesio, Epistolae 5 e 16, in Opere di Sinesio di Cirene, Torino 1989
• Teone nel III libro del suo commento al Sistema matematico di Tolomeo, Codice Laurenziano 28.18 L
• Filostorgio, Historia Ecclesiastica, VIII, ...9
• Fozio, Ex Ecclesiasticis Historis Philostorgi Epitome, in J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. LXV
• Socrate Scolastico, Storia Ecclesiastica VII, 15
• Damascio, Vita Isidori, 77, 1-4
• Il Suda, IV, 644, che si rifà a una notizia di Esichio di Mileto
(storico e letterato
bizantino vissuto nel V secolo dell’evo moderno)