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      Ipazia  ¬  Hypatia  ¬      
                                       

(370-415)


             (© Michele Arsani, La Ballata di Ipazia)

     Per sempre, Ipazia

     Io sono Ipazia, colei che fu filosofa ma anche scienziata,
     ma che soprattutto fu paladina del libero pensiero,

     e per questo non esitò a sacrificare le proprie pupille,
     il proprio cuore.

     Sulle coste accarezzate dal Mar Mediterraneo
     io crebbi, specchiandomi nei riflessi di luce che
     ad Alessandria alimentavano la conoscenza,
     e in quella brezza marina nutrii il mio desiderio.

     Ma come già per la Biblioteca, così per il mio sapere
     si accese l'odio, generato dal fondamentalismo e
     alimentato dalla violenza di chi crede di sapere,
     e nulla sa.

     Io che cercavo nelle stelle la possibilità di una guida,
     fui schiacciata da chi fomentava la menzogna e
     cercava per sé il potere, il dominio sugli altri.
     Io che cercai la conoscenza per me e per gli altri
     fui condannata all'abominio del silenzio,
     come non fossi mai neppure esistita,
     come alito di aria trascorso e perduto.

 

 

Dal mio ventre violato nulla potei generare,
se non il grido dello strazio,
e tutto di me fu cancellato
tranne la memoria.

Così io sono e sarò per sempre
l'eterna luce del sapere,
quel sapere che è di tutti e per tutti,
quel sapere che non è potere ma dovere.


Come l'amore, che è di ognuno lo voglia,
e non porta né violenza né prevaricazione alcuna,
e su alcuno.
Ma è dono di sè all'altro, forma suprema di conoscenza.

E io sono con voi,
nel vostro libero pensiero,
nella vostra memoria,
nella mano che ora muovete a una carezza...
Per sempre, Ipazia


(Flaminia P.Mancinelli)

 


Eventi

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Della disobbedienza

Esiti ti toccheranno
di verità senza saggezza
forse umori o fiumi
da spaccature improvvise
che dicono solo
del divenire interno
alle cose QUESTO
procedere lento
ogni volta cellulare
che lascia invariato
il cielo /sopra/
e noi,
tra tramonti e alghe.

Ci saranno punti in cui il mare
cesserà all’istante
e soli così bassi
alla luce
da rendere rosse
anche le mani.

È così che
alzandoti,
urterai con la testa il mio nome
e mi scorderai all’istante
- lieve acqua acquaderno chiuso -
dove
a quella risata ancora
avvolge i frutti
            al suo silenzio
                        un’ape.

Hai detto di esistere.
Non sai più quanto
Per chi.

Sterminati
gli olivi
sulle montagne greche,
e le colline
lunghe
di nuvole rossastre
e piogge
invisibili funi
dalla terra
rovente
che non acquietano.

Nessuno
ha una legge:
si diventa chiusi
al vento
ai regni
ai desideri

Ci unisce la paura
e l’incanto,
davanti a un cielo
un segno
            così labile
                        da renderci grandi.

 

                                   All’ingresso
                                   i leoni di pietra sanno
                                   una calma insopportabile
Ci giudicheranno,
noi,
fuori le mura
di qualunque loro città

A ogni obbedienza nati
intramandabili
ereditati
nel sì che avremmo voluto
ritrovarci ancora
                        VERI
veri sempre,

ma stanno arrivando
lente,
le navi:
            troppo prima dell’alba.

 

(Ci giudicheranno...)

Attraversa
se puoi,
il silenzio del giorno.

I gesti si consumano
più veloci all’oggetto

e questa follia improvvisa
esîli,
ECCO,
a sciogliere ombre
a restituirti
intatta
perché esisti

ECCO
che tremo

nel conoscerti
che ti alzi
imperfetta
e tocchi il cielo

 

Non c’è altra ragione
a incontrarti
se non le ombre,
ora,
dietro il colle,

e fa paura.

                   (Sandra Giuliani, inedito 2001)

 
   Cinema:
 
 Agorà, il bellissimo film del regista spagnolo Alejandro Amenabar
   la cui distribuzione in Italia (ad oggi, 24/10/2009) non è stata
   assicurata da alcuna casa.

 

 

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Libri:
a disposizione del lettore italiano, a parte i classici che
           citano Ipazia, vi è il testo edito quest'anno dalle
           Edizioni La Lepre.

Ipazia, vita e sogni di una scienziata
di Adriano Petta e Antonio Colavito
Edizioni La Lepre


pp. 338 - € 22,00


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La presentazione di Adriano Petta
(18 ottobre 2009)

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Teatro: in torunée da qualche settimana, l'originale    allestimento teatrale...

nuova programmazione
prevista per febbraio 2010

 

Il Sogno di Ipazia
di Massimo Vincenzi
per la regia di Carlo Emilio Lerici

a Roma al teatro Lo Spazio ==vai=>

 

 

 

 

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  Saggistica:
  Le ali e le conchiglie
   L’oscuramento di Iside e la genesi di Maria alla luce del martirio  
   d’Ipazia e all’ombra del Concilio di Efeso

   di Selene Ballerini


  Leggi e scarica ==vai=>>


    

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          Ipazia su Internet:
          
 Il punto di partenza, naturalmente, è Wikipedia    ==vai=>
          •  Un intervento di Silvia Ronchey   ==vai=>
          •  Uccidete Ipazia, articolo di Piergiorgio Odifreddi sul sito UAAR   ==vai=>
          •  Hypatia, la figlia di Theone di Giovanni Costa  ==vai=>
          •  Antica luce di sapienza femminile: Ipazia di Alessandria di Adriano Petta  ==vai=>

          •  Una nota di Pietro Musilli di Uniroma3    ==vai=>

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 _ La Scuola di Atene, Raffaello _

                              Ipazia (particolare)


   Fonti storiche
       A differenza di quanto si può immaginare, le testimonianze storiche su Ipazia sono molteplici:

       
          • Sinesio, Epistolae 5 e 16, in Opere di Sinesio di Cirene, Torino 1989
          • Teone nel III libro del suo commento al Sistema matematico di Tolomeo, Codice Laurenziano 28.18 L
          • Filostorgio, Historia Ecclesiastica, VIII, ...9
          • Fozio, Ex Ecclesiasticis Historis Philostorgi Epitome, in J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. LXV
          • Socrate Scolastico, Storia Ecclesiastica VII, 15
          • Damascio, Vita Isidori, 77, 1-4
          • Il Suda, IV, 644, che si rifà a una notizia di Esichio di Mileto
                 (storico e letterato bizantino vissuto nel V secolo dell’evo moderno)

 

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(giornaliste iscritte all’Ordine dei Giornalisti Nazionale)
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