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DIARIO DELL'INCONTRO del 22 gennaio 2010
EVVIVA… “I LOVE THIS BOOK”!
L’altra sera, in Libreria Gabi, c'è stata la prima serata di I LOVE THIS BOOK... E dalle 21,00 (circa) alle 24,00 abbondanti, di una gelida serata di gennaio, ci sono state persone che hanno deciso di abbandonare i confort casalinghi, il calore familiare, la programmazione televisiva, e quant'altro, per riunirsi in una sala a leggere e parlare.
L'occasione era offerta dalla possibilità data a coloro che amano leggere di incontrare altri "personaggi" di una siffatta specie in estinzione. Purtroppo non esiste un WWF per questo genere di “animali”, ma i pochi rimasti non sembrano volersi rassegnare a scomparire...
Ma il punto non è ancora questo. Non è solo aver visto la passione per i libri di questi "soggetti" ad averci entusiasmato, ad aver suscitato l’“evviva” in apertura a questa nota, no.
Perché se l'occasione nasceva dal desiderio di condividere il piacere di leggere i Pensieri di Blaise Pascal o le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, in realtà questo si è dimostrato quasi da subito il "pretesto" per qualcosa di ancora più "alto"...
E cosa può esserci di più alto delle parole che in quell’immortale monologo la grande scrittrice francese ha creato per noi?
E’ questo che vi chiedete, non è vero?
Proverò a spiegarvelo…
Quando la Yourcenar scrive: “Con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri”, questo passo non solo ci confida una sua posizione esistenziale, ma stimola in noi lettori una riflessione profonda, ci invita a misurarci con questa sua opinione. Agli estremi la domanda diventa: la prassi è superiore alla teoria, o viceversa?
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E le persone presenti in Libreria Gabi per I LOVE THIS BOOK hanno colto al volo l’opportunità: per dialogare, per confrontarsi, per aprirsi allo scambio con l’altro.
E poi c’è da considerare che ci troviamo in una situazione sociale disastrata, nella quale le persone oppresse da un disagio aumentano ogni giorno, e noi stessi ogni giorno ne identifichiamo qualcuna tra la cerchia di amici, parenti e conoscenti… In una situazione del genere dar vita a gruppi di lettura, con la voglia di offrire l’opportunità di incontro tra esperienze esistenziali diverse, tra umanità molteplici, ci è parsa una buona iniziativa… Far sì che la signora Giuseppina possa incontrare la signora Anna e possa quindi stabilire una relazione amicale con lei, avere la possibilità di un confronto, di un contatto umano…Questo è il reale obiettivo di I LOVE THIS BOOK e raggiungerlo fin dal primo incontro, è stato un successo, lasciatecelo confessare con gioia.
Inoltre, se ci fermiamo a considerare che si scrive per comunicare con gli altri, la condivisione dei libri è un processo che dà all’autore una nuova possibilità di comunicazione. Spesso si trova tra le cause del successo di un libro il “tam-tam” tra i lettori, e questo fenomeno è quello che abbiamo visto riproporsi durante la serata in Libreria Gabi. Un “tam-tam” molto particolare: aldilà del tempo e dello spazio, dove alcuni autori citati potevano risalire, ad esempio, al Seicento.
Ed è questa appunto la magia che ci ha suscitato l’”evviva” iniziale…
Le persone che si sono trovate qui, mentre la città si incamminava al sonno, hanno approfittato delle parole scritte nei loro libri per lanciare un ponte verso gli altri. Ponti che hanno unito strade, percorsi esperienziali, storie di vita. I ricordi sono diventati merce di scambio e confronto, le testimonianze personali sono state arricchite dal contributo di chi aveva nel suo vissuto vicende analoghe ma anche opposte. E il dialogo si è intrecciato all’emozione, alla sensibilità di ognuno. |
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Certo, pensare di “fare centro” al primo incontro era inimmaginabile. Nella più ottimistica delle previsioni potevamo sperare di assistere a un’interessante lettura di testi, più o meno conosciuti, più o meno validi.
Un risultato, senza dubbio, già importante per una nazione che mette la lettura tra gli ultimi motivi di svago nel tempo libero, ma in fondo sarebbe stata null’altro che una rassegna letteraria. Analoghi tentativi di lettura (vuoi che abbiano forma teatralizzata, vuoi che accompagnino l’attività a banchetti eno-gastronomici) ce ne sono stati e ce ne saranno sempre di nuovi, ma non era questo il nostro scopo, quello che ci ha spinte a dar vita a I LOVE THIS BOOK. E le persone intervenute hanno avvertito la differenza della proposta che veniva offerta loto e raccolto questa opportunità con entusiasmo.
Ma ancora: tra gli autori scelti ci sono state ben due persone che hanno letto stralci dalle opere di Sibilla Aleramo; già, proprio lei, quel fantasma della cultura italiana cui sempre più di rado si fa cenno…
Una nota simpatica: tra le intervenute ce n’erano alcune che non avevano fatto in tempo a trovare/portare il “loro” libro. Ne hanno parlato, ne hanno citato qualche passo, generando interesse, curiosità, coinvolgimento negli altri.
E in conclusione, dobbiamo purtroppo riscontrare che il “genere maschile” si è dimostrato latitante da questa occasione di incontro culturale. Non mi sembra che venerdì sera ci fossero in programma partite di campionato, coppe o quant’altro… Chissà se questa è un’ulteriore dimostrazione di quella tesi che sostiene che in Italia a leggere sono soprattutto le donne. Ci piacerebbe, con le prossime serate dedicate a I LOVE THIS BOOK riuscire anche a sfatare questo luogo comune!
Flaminia & Marinella (Le ga-bi!)
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