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Diario di un
Labirinto
Perché ho costruito un labirinto nel mio
giardino?
Colpa e merito di Maria Giusi Ricotti, creatrice del
sito dedicato ai labirinti...
Quando Maria Giusi scriveva sul sito de “Il cerchio
della luna” inserì due articoli su “Come disegnare un
labirinto” e “Come creare un labirinto”. In un primo
momento li lessi, le chiesi i testi e li lasciai da una
parte, pensando che il labirinto per il momento non mi
interessava.
Ma lui lavorava dentro di me. Iniziai a cercare sul web
tutto quello che potevo su di lui e infine
qualcosa scattò nel mio inconscio e iniziai a vedere
dove poter costruire un labirinto nel mio giardino.
Decisi per un posto recintato, per evitare che il mio
cane e quelli di mia sorella lo utilizzassero in altro
modo, presi le misure e a questo punto incominciai a
fare progetti per la costruzione. Un conto è leggere
come si costruisce e un conto fare i conti in uno spazio
limitato. Chiesi aiuto a molti sul web, ma nessuno mi
dette una risposta precisa. Considerando che sono
completamente negata per la matematica, il problema era
ancora più grande.
Nel frattempo avevo parlato della mia intenzione di
costruire un labirinto nel mio giardino ad alcune
sorelle della ML “Il calderone magico” che già avevo
conosciuto sulla ML “Il cerchio della luna” che ora non
esiste più. Si offrirono di aiutarmi e decidemmo di
iniziare a costruire il labirinto a maggio per
completarlo al solstizio d’estate.
Era ancora più urgente che io capissi come costruirlo
nello spazio che avevo a disposizione.
Finalmente, sempre vagando sul web, trovai su
un
sito l’articolo illuminante di Adam Warren.
Creai il “seed pattern” da cui si parte
per creare, ma anche per disegnare un labirinto, e da
lì, con l’aiuto delle sorelle, iniziammo a tracciare il
labirinto che fu completato al solstizio.
Il labirinto è un viaggio all’interno di noi stessi e
percorrerlo dà una sensazione incredibile. Non mi
dilungo sui tipi di labirinti o sulla storia dei
labirinti, perché potrete trovare tutto ciò che volete
sapere sul sito del calderone magico, ma devo fare una
precisazione: il labirinto che ho costruito è un
labirinto unicursale del tipo di Cnosso in cui non ci si
perde, perché c’è solo una strada da percorrere fino al
centro e ritorno: è proprio un viaggio fino al nostro
centro e poi di nuovo verso il mondo. E’ un cammino
spirituale, di preghiera, meditativo. Si può percorrere
il labirinto cantando, danzando, correndo (i bambini
spesso lo fanno), camminando e le motivazioni possono
essere diverse: chiedere consiglio per un problema,
meditare su un problema, pregare, semplicemente
percorrere il labirinto.
Negli Stati Uniti ormai vengono costruiti un po’
dovunque: negli ospedali, nei parchi, nelle chiese, nei
centri associativi. Di solito il preferito negli States
è il labirinto unicursale di Chartres (che si trova
dentro alla Cattedrale di Chartres e si può percorrere
solo un giorno alla settimana, mi pare il venerdì).
Una mia
amica americana è venuta in Italia per fare una ricerca
sui labirinti e ha visitato tutti quelli che si trovano
incisi o disegnati in vari luoghi in Italia e ovviamente
è venuta a percorrere il mio.
Se volete sul sito
Labyrinthos.net
andando sulla pagina “Worldwide locator” e cercando
“Italy” troverete alcuni dei labirinti che si trovano in
Italia e c’è anche il mio che è l’unico che si può
percorrere. Non certo l’unico in Italia, ma l’unico che
appare sul web.
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