Negli Stati Uniti il playground è il luogo dove i ragazzi imparano a praticare uno sport. Luogo di formazione e apprendistato, di competizione accanita ma non definitiva, di amicizie cattive e passioni scomposte, di solidarietà e sbucciature; il luogo dove si formano i talenti o dove si perdono per sempre, dove si scaldano gli eroi e si coltivano gli esclusi. Il playground ci sembra esprimere felicemente alcune delle caratteristiche principali della realtà e di riflesso della letteratura: il conflitto, il dialogo, la competizione, l'amicizia, il movimento, l'imprevidibilità. La Playground, non è infatti una casa editrice a tesi, ma un luogo dove raccogliere vite, esperienze, racconti. Nata nel 2004, a Roma, la casa editrice Playground si occupa esclusivamente di narrativa percorrendo una convinta "politica degli autori e dei talenti" , che ha portato nel nostro catalogo autori di rilevanza internazionale e talvolta addirirttura dei classici della letteratura contemporanea: da Rachid O. a Edmund White, da Dennis Cooper a Hervé Guibert, da Tatamkhulu Afrika a Helen Humphreys, Gilberto Severini e Allan Gurganus. L'impegno nel proporre narrativa di qualità non ci ha comunque distolto dal bisogno di presentare della buona e onesta letteratura popolare con la fortunata collana High School, storie gay dai licei americani (e del mondo!) che ci ha visto felicemente editori della famosa trilogia dei Rainbow Boys scritta da Alex Sanchez, che ormai è un piccolo libro di culto.
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